Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Solaris", Stanisław Lem

09/11/2016 23:00  0 commenti  Alessandro

Visionario, onirico, irrazionale.

Un pianeta “vivo” (qualsiasi cosa vivo significhi) e imperscrutabile che da decenni genera negli studiosi infinite domande, teorie, ipotesi senza tuttavia fornire alcuna risposta: per chi, per propria natura, cerca di risolvere i misteri dell’universo, Solaris è la sfida definitiva.

Per tutto il romanzo l’azione è davvero pochissima e largo spazio invece è lasciato alle meravigliose e suggestive descrizioni dell’immenso oceano che ricopre il pianeta e dei “mostri” a cui esso da vita in una sorta di impressionante gioco di trasformazione e disfacimento senza fine, quasi a simboleggiare la potenza creatrice e distruttrice di un dio.

La vastità del pianeta-oceano d’altro lato contrasta con i claustrofobici interni della stazione spaziale, estremo avamposto umano ai limiti dell’universo conosciuto e teatro di quasi tutto il romanzo. Già dopo poche pagine l’aria è satura di angoscia e rassegnazione: i pochi ospiti della stazione vivono ormai in quasi totale isolamento e la loro sanità mentale è messa a dura prova in ogni momento da misteriose presenze che si aggirano indisturbate per i lugubri corridoi, nella più totale normalità.

Le domande che sorgono durante la lettura sono tantissime ma sono destinate in gran parte a restare senza risposta, in perfetta sintonia coi temi del romanzo. Lo sforzo collettivo volto a cercare una soluzione all’incognita Solaris si scontra infatti con un limite sistematico: è antropocentrico. Come può l’umanità comunicare con Solaris se essa non è in grado di un ragionamento fuori dagli schemi, soprattutto davanti a qualcosa così fuori da ogni altro schema possibile e inimmaginabile? L’idea che l’universo esista a misura d’uomo e per l’uomo è assurda e presuntuosa.

Come si può intuire Solaris è un romanzo complesso (non tanto nella scrittura, quella scorre fluida e senza intoppi, quanto più nei temi più o meno esplicitati) e aperto a mille interpretazioni come solo un grande classico sa fare. Consigliato!



Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge num. 62 del 7.03.2001.

I testi citati e le immagini pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. La loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro.

Di questo libro e degli altri è un blog e, come tale, i contenuti devono intendersi unicamente come opinioni personali.

comments powered by Disqus