Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "La nausea", Jean-Paul Sartre

24/09/2016 10:55  0 commenti  Alessandro

La misantropia non è altro che una dissonanza necessaria all’armonia dell’insieme.

Diario filosofico più che un vero e proprio romanzo, La nausea è stata una lettura un po’ pesante e faticosa, difficile da seguire a causa della difficoltà di delineare una vera e propria trama (da qui il tempo impiegato per leggerlo) ma, a livello di sensazioni e riflessioni, davvero molto interessante.

La nausea. Tutti conosciamo questa fastidiosa sensazione, sintomo di una qualche indisposizione. Qui essa mantiene questo suo significato ma lo traspone a una dimensione superiore: è un malessere più psicologico che fisico, un malessere nei confronti dell’esistenza e del mondo, un disgusto per ciò che ci circonda e in cui siamo costretti a vivere.

La causa è presto detta. In un mondo sempre più ostile e insensato, dove etica e morale ormai non contano più niente e dove la stupidità, l’odio e la menzogna si espandono e alimentano a una velocità impressionante, come può il proprio io armonizzarsi con tutto ciò? Il rigetto è la conseguenza più ovvia e naturale.

Non va! Non va affatto: la sento, la sporcizia, la Nausea. E questa volta, è nuovo, m’ha preso al caffè. Finora i caffè erano il mio solo rifugio, perché son pieni di gente e ben illuminati: non avrò più nemmeno questo; quando nella mia camera mi sentirò oppresso, non saprò più dove andare.

Si tratta di una visione particolarmente misantropa dell’esistenza, del mondo e della natura umana, visione che in parte condivido, ragione che mi ha spinto a leggere questo libro. Non sono pagine facili e sono abbastanza sicuro di non averne colto le mille sfumature, per questo credo che La nausea sia uno di quei libri da leggere più e più volte, in momenti diversi della propria vita. Difficile dire di più, è un libro da vivere anche (o soprattutto?) alla luce della sua grande attualità.



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