Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "L'uomo duplicato", José Saramago

13/06/2016 23:55  0 commenti  Alessandro

Da troppo tempo non leggevo qualcosa di Saramago, quasi un anno, la paura è sempre quella di restare senza più niente di suo da leggere!

Nella mia libreria ho ancora qualche titolo, uno in particolare, Il vangelo secondo Gesù Cristo, mi ispira un sacco ma, su consiglio della mia ragazza, la scelta è caduta su L’uomo duplicato, gentilmente da lei prestatomi :)

È la storia di Tertuliano Màximo Afonso, insegnante di storia senza alcun interesse al di fuori del suo campo di studi. Depresso, separato dalla moglie senza sapere né perché si è sposato né perché ha divorziato, conduce una vita solitaria e monotona, fino al giorno in cui farà una scoperta che sconvolgerà la sua esistenza: guardando una videocassetta, noleggiata su consiglio di un collega, si imbatte in un attore, una semplice comparsa, che gli somiglia in modo impressionante. Anzi, è esattamente uguale a lui! Turbato da questa incredibile coincidenza Tertuliano inizia così un’ossessiva ricerca per risalire all’identità di questo suo doppio…

Il tema del doppio di certo non è nuovo nella storia della letteratura, mi viene in mente il racconto William Wilson di Edgar Allan Poe (per restare tra gli autori che adoro), Saramago tuttavia lo assimila e lo rielabora a modo suo, con originalità (e qualche bizzarria), dando vita a una storia davvero unica e appassionante, ricca di spunti di riflessione su identità, ricerca di sé ma anche rappresentazione di sé. A questo proposito la professione del “duplicato” non è casuale: chi meglio di un attore vive attraverso identità sempre diverse?

Lo stile di Saramago è sempre quello, molto colloquiale e diretto: punteggiatura ridotta al minimo, periodi lunghissimi, dialoghi introdotti appena da una maiuscola, frequenti intromissioni e divagazioni dello stesso autore… Qualcuno dirà che è una scrittura confusa e incomprensibile, al mio primo Saramago lo pensai anch’io, personalmente però la trovo particolarmente azzecata.

In conclusione, leggetelo ché L’uomo duplicato è un romanzo meraviglioso! Forse non ai livelli di Cecità ma ugualmente valido e interessante. Consigliatissimo, soprattutto se si cerca un approccio un po’ meno traumatico alla produzione del grande Nobel portoghese.



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