Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Giro di vite", Henry James

15/03/2016 22:30  0 commenti  Alessandro

Semplice storia di fantasmi o qualcosa di più? Impossibile dirlo con sicurezza: pagina dopo pagina Giro di vite distrugge e fa a pezzi ogni nostra certezza, inganna i nostri sensi e ci lascia con uno dei finali più controversi e discussi della storia della letteratura!

L’unica certezza che al contrario prende forma è che si tratta di un racconto dalle tinte gotiche davvero ben scritto e spettacolare.

Non avevo ancora letto nulla di Henry James ma la trama di Giro di vite mi intrigava un sacco ricordandomi vagamente il film The Others di Amenábar (con una meravigliosa Nicole Kidman). Dopo la lettura posso dire che seppur distinte le due opere hanno veramente tantissimo in comune ed è palese l’influenza del racconto di James sul regista.

La storia è raccontata attraverso la lettura del diario della protagonista, la signorina Giddens. Il punto di vista in prima persona è un dettaglio importante perché pone un grosso limite a quello che come lettori possiamo conoscere della vicenda, affidati come siamo a una narratrice non necessariamente affidabile; questo però ci dà anche la possibilità di entrare nella sua mente e di vivere con lei il terrore che invaderà la sua vita e quella dei bambini che le sono stati affidati.

Gli elementi orrorifici sono elargiti con parsimonia e gestiti sapientemente durante tutta la storia in modo da mantenere il lettore in uno stato di tensione continuo: è chiaro che qualcosa sta per accadere ma non è chiaro cosa né soprattutto il quando. Qualcuno potrebbe rimanere deluso dalla totale assenza di scene orride o truculente e dalla povertà dell’azione ma il racconto si sviluppa principalmente sul lato psicologico e il terrore sta proprio in quello che non viene mostrato e nelle mille domande che questo genera.

Alla fine il dubbio colpisce il lettore: quello che ha appena letto è la terribile realtà o è il frutto di una personalità paranoica e nevrotica? Ancora oggi, a più di un secolo dalla pubblicazione, è difficile rispondere a questa domanda.

Una lettura avvincente aperta a mille interpretazioni: consigliato!



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