Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Allucinazioni", Oliver Sacks

12/01/2016 22:00  0 commenti  Alessandro

Non ricordo chi mi parlò di questo libro ma ne rimasi affascinato. Ci rimasi un po’ diversamente invece quando vidi il prezzo dell’ebook: 12.90€, troppi! Non era una lettura così urgente così lo accantonai (leggi: me ne dimenticai) finché mesi dopo non apparve in offerta lampo sul Kindle Store.

Iniziò così il mio viaggio nel mondo della saggistica, al tempo per me ancora inesplorato: Allucinazioni infatti è un libro che ho letto più di un anno fa e la cui recensione è rimasta nelle bozze per troppo tempo!

Ero convinto di conoscere già qualcosa sull’argomento (tutti bene o male qualcosa capiamo quando sentiamo parlare di allucinazioni) ma questo libro mi ha spalancato la porta di un universo di cui in realtà, devo ammettere, conoscevo molto poco.

Il contenuto di Allucinazioni è davvero affascinante e mostra quanto può essere subdolo (e bastardo) il nostro cervello. In questa rassegna c’è veramente di tutto: esperienze allucinatorie visive (probabilmente il tipo di allucinazioni più noto), uditive, olfattive e tattili ma anche esperienze più sconvolgenti come il cosiddetto “arto fantasma” o la sensazione di abbandonare il proprio corpo e osservarlo dall’esterno.

Sacks racconta in dettaglio sia casi clinici su cui ha lavorato personalmente che casi storici e ciò rende questo libro anche un interessante viaggio nella storia della medicina e della neurologia e psicologia in particolare. In queste trecento pagine vediamo come il significato stesso di fenomeno allucinatorio sia cambiato nel tempo, dissociandosi dalla pazzia e migrando lentamente verso qualcosa di più sofisticato, aprendo così la strada a nuove metodologie per la cura dei pazienti.

Non mancano momenti più leggeri e divertenti ma l’atmosfera che accompagna il romanzo non è sempre allegra e alcune delle esperienze allucinatorie citate sono veramente assurde, in tutti i sensi. Una persona potrebbe trovarsi a discutere della teoria della relatività con Topolino e Bugs Bunny (esempio inventato) mentre un’altra potrebbe vivere dei veri e propri incubi a occhi aperti. Se ci si pensa è angosciante.

Una cosa su cui non avevo mai riflettuto prima della lettura di questo libro è come le esperienze allucinatorie possano essere la spiegazione a molti di quei fenomeni che la tradizione, il folclore e la religione associano al soprannaturale, al magico e al divino.

Le allucinazioni hanno sempre avuto un ruolo importante nella nostra vita mentale e nella nostra cultura. In effetti, dovremmo chiederci in quale misura l’arte, il folclore e perfino la religione abbiano avuto origine da esperienze allucinatorie. […] Le allucinazioni lillipuziane (fenomeni non insoliti) sono forse all’origine di elfi, folletti, leprecauni e fate del nostro folclore? Le terrificanti allucinazioni degli incubi, quando ci sentiamo tormentati e soffocati da una presenza maligna, hanno un qualche ruolo nel generare i nostri concetti di demoni e streghe, o di creature aliene malefiche? Le crisi epilettiche «estatiche», come quelle che aveva Dostoevskij, contribuiscono a generare il nostro senso del divino? Le esperienze extracorporee danno spazio alla sensazione che si possa essere disincarnati? La qualità immateriale delle allucinazioni incoraggia a credere in spiriti e fantasmi? Perché ogni cultura a noi nota ha cercato e trovato sostanze allucinogene, e se ne è servita prima di tutto a fini sacramentali?

Per quanto riguarda lo stile, Sacks ha un modo eccellente di scrivere e usa una terminologia sì scientifica ma comprensibile anche ai non addetti ai lavori: non serve essere medici per capire e apprezzare questo saggio anche se non escludo che certi aspetti verranno colti solo da chi ha un po’ di esperienza nel campo.

Per concludere, Allucinazioni tratta un tema decisamente intrigante che si spinge anche oltre l’aspetto medico, particolare questo che non mi aspettavo e che mi ha sorpreso molto, lasciandomi qualche spunto su cui riflettere. Sicuramente un argomento che cercherò di approfondire in futuro!



Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge num. 62 del 7.03.2001.

I testi citati e le immagini pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. La loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro.

Di questo libro e degli altri è un blog e, come tale, i contenuti devono intendersi unicamente come opinioni personali.

comments powered by Disqus