Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Il Tao della fisica", Fritjof Capra

02/01/2016 13:20  0 commenti  Alessandro

Cos’hanno in comune la fisica moderna e le antiche filosofie mistico-religiose dell’estremo oriente? Se mi avessero fatto questa domanda qualche mese fa avrei risposto con sicurezza “niente!

Ora, dopo aver passato due mesi abbondanti su questo saggio, la mia risposta sarebbe radicalmente diversa.

All’inizio non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro: me ne avevano parlato in modo estatico e l’argomento trattato mi incuriosiva ma temevo si trattasse di qualche insulsaggine pseudo-qualcosa new age (decisamente agli antipodi rispetto al mio pensiero). Così ho cercato informazioni sull’autore finché il suo curriculum non mi ha tranquillizzato: Fritjof Capra è un fisico che ha condotto ricerche nel campo della fisica delle particelle e della fisica quantistica ed è più che qualificato per parlare di questi argomenti. Là dove l’ignoranza l’avrebbe fermato si è avvalso di esperti del pensiero mistico e Il Tao della fisica è il risultato di questa “sintesi” fisico-filosofica.

L’opera si può dividere in due parti. La prima è una lunga introduzione alla fisica moderna (teoria della relatività, quanti, particelle, ecc.) e alle filosofie orientali (induismo, buddismo, taoismo, ecc.) ed è propedeutica alla comprensione della seconda parte, dedicata alle corrispondenze e ai parallelismi tra i due mondi.

Avendo fatto il liceo scientifico (e successivamente una facoltà scientifica) ero già in possesso di un discreto bagaglio di conoscenze e questo mi ha aiutato moltissimo nel comprendere meglio alcuni degli argomenti trattati. Nonostante questo però è stata lo stesso una lettura difficile e infatti mi ha tenuto impegnato per diverso tempo. Molti concetti espressi non sono affatto banali e richiedono un po’ di impegno per essere compresi: nulla che un po’ di studio personale non possa risolvere ma questo potrebbe allontanare il lettore meno smaliziato.

Qualche difficoltà l’ho riscontrata anche tentando di capire le idee e i principi che stanno alla base delle filosofie orientali trattate, difficoltà quasi sicuramente dovute al fatto che questi sono concetti lontanissimi dal mio modo di pensare: non a caso infatti ho apprezzato maggiormente quelle parti dedicate alla fisica più “spinta” che quelle dedicate agli aforismi zen.

Complessità varie a parte è stata una lettura decisamente interessante e affascinante. Sembra impossibile che due mondi così diversi e apparentemente lontani come quello della fisica moderna e quello del misticismo orientale siano giunti, ognuno coi suoi strumenti, a una concezione astratta dell’universo molto simile. C’è però da dire che quest’intuizione non è completamente nuova: lo stesso Niels Bohr (uno dei più grandi fisici del Novecento) fu colpito da queste analogie tant’è che inserì una simbologia mistico-orientale (nello specifico i simboli di yin e yang) nel suo stemma di famiglia (questo trent’anni prima del saggio di Capra).

Questo ovviamente non significa che la scienza sia da buttare per lasciare spazio alla via mistica (o viceversa): la scienza non sostituisce il misticismo così come il misticismo non sostituisce la scienza, né le due discipline hanno bisogno l’una dell’altra pur essendo tra loro complementari.

La scienza non ha bisogno del misticismo e il misticismo non ha bisogno della scienza ma l’uomo ha bisogno dell’uno e dell’altra.

Le conclusioni dell’autore (riassunte in questa citazione dall’epilogo) sono ovviamente sue personali e non rispecchiano necessariamente la visione di tutti e non me la sento di condividerle completamente. È vero, scienza e filosofie come buddismo, taoismo e induismo hanno in comune molto più di quel che ci si aspetterebbe ma io mi fermo qui e lascio ad altri intraprendere la via mistica.

Non è un libro per tutti (delle basi di fisica sono un prerequisito importante) ma se l’argomento vi incuriosisce e volete saperne di più Il Tao della fisica è una lettura obbligata!



Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge num. 62 del 7.03.2001.

I testi citati e le immagini pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. La loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro.

Di questo libro e degli altri è un blog e, come tale, i contenuti devono intendersi unicamente come opinioni personali.

comments powered by Disqus