Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Ragione e sentimento", Jane Austen

07/01/2016 22:00  0 commenti  Alessandro

Classico senza tempo, è la storia delle vicende sentimentali di due sorelle, Elinor e Marianne Dashwood.

Fin qua niente di speciale ma ovviamente il romanzo ha più livelli di lettura e quello romantico è solo il più frivolo e superficiale: è lo stile di Jane Austen a trasformare una storia banale in qualcosa di più.

Elinor e Marianne sono l’una l’opposto dell’altra e sono la personificazione del contrasto espresso già nel titolo del romanzo. Elinor infatti è una ragazza coscienziosa ed equilibrata, sempre attenta a cosa dire e a come comportarsi in famiglia e in società mentre Marianne si lascia guidare dal cuore più che dal cervello, agendo d’impulso senza preoccuparsi di come le malelingue potrebbero interpretare le sue azioni.

L’ampio spazio dedicato alle vicende sentimentali delle due sorelle Dashwood è sì il fulcro del romanzo ma è più che altro il pretesto per un interessante e ironico affresco dell’aristocrazia inglese a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. Veri protagonisti del romanzo quindi sono gli usi e costumi della buona società del tempo: ci sono amori e delusioni, incomprensioni, inganni ma soprattutto tanta apparenza e ipocrisia.

I personaggi sono ben caratterizzati e sono descritti con eleganza e delicata ironia mano a mano che appaiono. L’ironia è un aspetto importante del romanzo e Austen è abilissima nel mettere in luce la vera essenza dei suoi personaggi tramite descrizioni e dialoghi apparentemente innocenti. Ciascun personaggio inoltre incarna un aspetto particolare della società tanto criticata dall’autrice, una società in cui le stesse relazioni interpersonali sono decise guardando prima di tutto l’aspetto economico. Si tratta però di relazioni finte, effimere, nate e mantenute per puro opportunismo e pronte a morire non appena la convenienza viene meno. Niente di nuovo insomma :D

È un bel romanzo, semplice e leggero. Non manca qualche momento di noia ma sfido chiunque a riuscire ad ascoltare con interesse i discorsi futili e ipocriti che escono da questi salotti :D Il finale invece mi è sembrato un po’ frettoloso ma nel suo complesso non lo ritengo così importante, quello che conta è lo spaccato di società e le dinamiche sociali che Austen mette in mostra: sarebbe sprecato considerare Ragione e sentimento solo un romanzo rosa, è ben altro.



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