Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "La lotteria", Shirley Jackson

04/11/2015 22:30  0 commenti  Alessandro

Era da parecchio tempo che volevo leggere qualcosa di Shirley Jackson e finalmente, complici i recenti sconti su alcuni ebook Adelphi, è arrivato il momento!

Nella lista dei desideri ho diversi suoi romanzi ma per questa iniziazione ho deciso di partire da La lotteria. Uno, perché in cartaceo è un costoso libricino di neanche cento pagine, due perché quasi cinque euro per uno degli altri ebook mi sembrano ancora tanti e tre perché gli altri titoli ci tengo ad averli fisicamente nella mia libreria :)

Il libro in questione è una raccolta di quattro racconti brevi (tra parentesi, perché solo quattro? La Jackson ne ha scritti anche altri e si sarebbe potuto fare una raccolta un po’ più corposa) inizialmente pubblicati nel ‘49 sul New Yorker. Confesso che a parte il primo (La lotteria, spettacolare) e parzialmente il secondo (Lo sposo) gli altri (Colloquio e Il fantoccio) li ho trovati abbastanza trascurabili.

Al di là di questo, non esagero se dico che La lotteria è uno dei migliori racconti che abbia mai letto, un vero capolavoro di semplicità, tensione e angoscia.

New England, 27 giugno. Sembra una normale giornata estiva ma è il giorno della lotteria e tutti gli abitanti si sono radunati in piazza, in attesa dell’estrazione. L’eccitazione del momento però si trasforma ben presto in nervosismo e diventa subito chiaro al lettore che qualcosa di sinistro è nell’aria. Un senso di angoscia inizia quindi a perseguitarci fino a trasformarsi in orrore quando, nelle ultime righe, ci viene rivelato in cosa consiste la lotteria. Credetemi, è agghiacciante (non a caso alla pubblicazione il giornale fu tempestato di proteste).

«Ho saputo» disse Mr Adams al vecchio Warner accanto a lui «che nel villaggio su a nord parlano di lasciar perdere la lotteria».
Il vecchio Warner sbuffò. «Pazzi scatenati» disse. […] «Una volta c’era un detto: “Lotteria di giugno, spighe grosse in pugno”».

La paura in questo racconto scaturisce non tanto da fantasmi, mostri o altre creature ma da qualcosa di assai più concreto e quotidiano e per questo è ancora più sconvolgente. L’attaccamento morboso da parte degli abitanti del villaggio all’antico rituale della lotteria, nonostante origini e significati siano andati perduti nei secoli, è la causa di un comportamento assolutamente irrazionale che farebbe venire la pelle d’oca a chiunque, anche al giorno d’oggi. La cosa più spaventosa però è l’impotenza del singolo che di fronte a questo delirio collettivo non può far altro che soccombere.

«Una lotteria c’è stata sempre»

Brividi.

Sugli altri racconti non ho molto da dire. Lo sposo è notevole soprattutto per la semplicità con cui riesce a trasmettere un incredibile senso d’ansia e urgenza. Senza conoscere il titolo originale (The deamon lover) il finale perde un po’ ma per fortuna all’inizio c’è una nota a proposito. Per quanto riguarda gli altri due… meh, sinceramente non mi hanno detto nulla. Forse meglio così, il racconto di apertura mi aveva già dato la mia buona dose di angoscia! :D

Per concludere direi LEGGETELO! Non tutti i racconti sono all’altezza, è vero, ma La lotteria da solo basta e avanza. L’edizione cartacea non la consiglio perché otto euro per questo volumetto mi sembrano veramente tanti. Se ci fosse stato anche qualche altro racconto magari avrebbe avuto più senso ma così mi spiace ma non ne vale la pena, meglio procurarselo in biblioteca.



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