Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Dimenticami Trovami Sognami", Andrea Viscusi

11/10/2015 23:30  0 commenti  Alessandro

Ammetto che se mi fossi fermato al titolo probabilmente non avrei dato molte chance a Dimenticami Trovami Sognami: ancora non conoscevo la casa editrice (Zona 42) e un titolo del genere sinceramente mi faceva pensare a tutt’altro genere. La semplicità della copertina però mi ha subito affascinato e la frase sottoriportata (“Tempo. Universo. Realtà. La storia non è ancora scritta.”) è decisamente intrigante.

Dimenticami Trovami Sognami è un lavoro notevole sia per quanto riguarda la trama, originale e intricata quanto basta, sia per le bellissime atmosfere sempre in bilico tra il reale e l’onirico. Si parla di un viaggio nello spazio ma questo non è un viaggio come tutti gli altri e il protagonista, Dorian Berti, è un astronauta moooolto particolare. Ma in questa storia il viaggio è solo la punta di un iceberg e l’obiettivo è ben più ambizioso. Si parla di creazione. O meglio, del processo che l’ha messa in moto e che continua a muoverla. Notevole perché non è da tutti crearsi quasi da zero una propria cosmogonia interessante e, soprattutto, coerente. E tutto ciò è meraviglioso.

Non c’è tempo e non c’è spazio, non c’è identità.
L’intelligenza guizza, interseca, combina.
Senza identità è libera di intessere legami,
espandere cause, riferire stati.
L’intelligenza palpa, sfuma i grigi e stempera gli acri,
accoglie ogni stimolo e bolle.
L’intelligenza vortica, spalma e flette.
L’intelligenza danza.
E non è sola.

La lettura non è per nulla difficile o, peggio, pesante. Le pagine scorrono veloci e man mano che ci si addentra nella storia (e nel dietro le quinte del viaggio di Dorian) sarà sempre più difficile uscirne. A un certo punto però sarà impossibile non alzare un attimo gli occhi dal libro, guardare l’immensità dell’universo che ci sovrastra e non rimanerne affascinati.

Per essere al suo primo romanzo Andrea Viscusi ha dimostrato di avere le capacità per uscire dagli schemi e scrivere un’ottima fantascienza. Non è un genere facile (oggi soprattutto) e il rischio di impantanarsi in una serie infinita di cliché e stereotipi è alto (i film di Star Trek di J.J. Abrams sono un ottimo esempio di come non fare fantascienza). Lo consiglio non solo agli appassionati del genere (che troveranno in Dimenticami Trovami Sognami non pochi riferimenti, per esempio, al grande Philip K. Dick, che personalmente adoro) ma anche a tutti coloro che sono alla ricerca di una bella storia, ben raccontata e dai risvolti filosofici affascinanti.



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