Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Le Leggende di Ferhaven (volume primo)", AA.VV.

04/08/2015 23:00  0 commenti  Alessandro

Non sono un grande amante del fantasy (anche se ho letto più volte e adorato Il Signore degli Anelli) ma per questo libricino ho voluto fare un’eccezione perché tra i racconti presenti c’è anche l’opera prima di un mio amico dai tempi dell’università, Andrea Paiusco. Ovviamente ho la mia copia con dedica!

Le Leggende di Ferhaven è la prima di una serie di raccolte di illustrazioni e racconti che integrano e arricchiscono l’universo creato da Alessandro Fusco, scrittore italiano autore della saga fantasy Il Sole di Alur. Personalmente non l’ho letta ed è probabilmente per questo che non ho apprezzato pienamente questo volumetto: i vari racconti risultano eccessivamente slegati e tutti i riferimenti a personaggi o eventi (capitati o che capiteranno, ogni racconto infatti ha una sua collocazione temporale precisa rispetto agli eventi della saga) sono impossibili da cogliere per un estraneo al mondo di Ferhaven come lo sono io.

I dieci racconti sono diversi per stile e contenuto e (purtroppo) non sono tutti allo stesso livello e ci sono storie più riuscite e altre decisamente meno. A questo proposito c’è da considerare che per alcuni degli autori si tratta della prima esperienza con la scrittura e questo lo si nota soprattutto nei racconti di Stefano Rizzi e Andrea Paiusco, rispettivamente Fuoco della vendetta e La pietra nera. Il primo è un po’ banalotto e ingenuo nella trama, con personaggi decisamente stereotipati (non si era mai visto un guerriero dal passato misterioso, unica persona in grado di salvare la bella damigella dal drago di turno…) e uno sviluppo frettoloso e un po’ ingenuo. Il secondo invece l’ho trovato un po’ troppo didascalico, con periodi brevi e poco articolati che spezzano e rendono poco appassionante la narrazione. Anche qui non mancano i cliché del fantasy, che sono il motivo per cui questo genere mi annoia abbastanza in fretta: cambiano i nomi ma le situazioni bene o male sono sempre quelle.

Di tutt’altro livello invece La Tigre di Valhakir di Aurora Evans che, per essere un’opera prima, è veramente spettacolare. Non esagero se dico che si tratta del racconto migliore dell’intera raccolta. Degno di nota anche La cosa più preziosa di Alex Goetling: in poche pagine riesce a farci vivere l’ansia di un gruppo di mercenari in trappola sull’orlo del massacro, da leggere tutto d’un fiato! Buono ma non completamente convincente La caduta di Eltérill di Matteo Facchini che, dopo un inizio veramente interessante, cala nella seconda parte (peccato).

Il resto della raccolta non mi ha particolarmente colpito, ad eccezion fatta (in negativo) del racconto di Roberto Riccioli, Chi trova un goblin, trova un tesoro, terribile incrocio malamente riuscito tra fantasy e genere umoristico.

Ad arricchire il volume ci sono anche cinque illustrazioni, anch’esse legate in qualche modo al mondo di Ferhaven. Non sono male, alcune sono veramente belle ma mi hanno dato l’impressione di essere messe un po’ a caso non essendo in alcun modo legate ai racconti. Magari le si poteva raggruppare in una sezione specifica, con qualche spiegazione su quello che rappresentano, così da non dare l’impressione di essere un mero riempitivo.

In conclusione non si tratta certo di un capolavoro ma, per la natura del progetto stesso, non me la sento di bocciare completamente questa raccolta (a cui farà seguito almeno un altro volume). La qualità dei racconti è altalenante ma nel mucchio c’è comunque qualcosa di interessante. Pesa il fatto che la completa comprensione dei racconti dipenda da quanto conosciamo la saga de Il Sole di Alur ma si tratta comunque di storie godibili, ideali per una lettura leggera e non impegnativa.



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