Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Se una notte d'inverno un viaggiatore", Italo Calvino

19/06/2015 15:00  0 commenti  Alessandro

Già dall’incipit si intuisce che chiamare Se una notte d’inverno un viaggiatore semplicemente libro è decisamente riduttivo, il termine più corretto infatti è metalibro, ossia un libro sul leggere il libro stesso.

L’autore si rivolge direttamente al lettore, si complimenta con lui per l’ottimo acquisto (spettacolare la ricostruzione del viaggio in libreria), lo “coccola” e lo fa appassionare per poi però prendersi continuamente gioco di lui!

Per dieci volte infatti il protagonista, il Lettore (nostro alterego), inizia un romanzo che per vari motivi non riesce mai a proseguire e che, nel tentativo di continuare la lettura, lo porta al libro successivo. La struttura del romanzo ricalca questo schema e alterna i tentativi del Lettore (a cui poi si unisce la Lettrice) di proseguire la lettura dell’agognato libro di Calvino alle prime pagine di altri nove diversi libri, a esso (e tra di loro collegati) nei modi più disparati.

Una cosa che mi è piaciuta molto è la grande varietà di stili presenti nel metaromanzo, stili con i quali Calvino si diverte a giocare, sfoggiando tutta la sua brillantezza. Si salta infatti con nonchalance da trame più filosofeggianti ad altre più materialiste, passando per generi come il noir o il pulp. La pecca è che ognuna di queste storie è destinata a restare per sempre incompiuta.

Avevo già letto altri libri di Calvino (Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente e Il castello dei destini incrociati) e pensavo di avere una qualche idea su cosa aspettarmi da questo romanzo ma ne sono uscito piacevolemente sorpreso, si è trattata di una lettura inaspettata e particolarmente significativa. Perché al di là di questo gioco di intrecci Calvino mette in luce, con il suo stile ironico e beffardo, la difficoltà (l’impossibilità?) di risalire alla realtà e natura ultima delle cose: pensare di “arrivare in fondo alle cose” è pura utopia in quanto non ne sapremo mai abbastanza per arrivare a delle conclusioni definitive, la realtà quindi è destinata a non essere mai del tutto svelata. Questo, alla fine, secondo me è il senso di questo libro.

Da leggere e gustare, incipit dopo incipit! :)



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