Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Musicalmente tratto da "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley

09/04/2015 23:30  0 commenti  Alessandro

Per la seconda puntata voglio tornare alla mia adolescenza e a uno dei primi gruppi seri che iniziai ad ascoltare allora: gli Iron Maiden, band inglese fondata da Steve Harris nel 1975, tra i massimi esponenti della NWOBHW (New Wave of British Heavy Metal) nonché mio primissimo gruppo metal.

Nei quindici album rilasciati dal 1980 a oggi trovano spazio diverse canzoni tratte o ispirate da libri (anche un album intero!) ma per oggi mi limito a una singola traccia, Brave New World.

La canzone in questione è ispirata all’omonima distopia di Aldous Huxley (Il mondo nuovo in italiano), in assoluto uno dei libri a cui sono più legato per il periodo in cui l’ho letto e il significato che ha avuto per me. Magari prossimamente lo riesumo e lo recensisco!

Il testo (riportato sotto) è un po’ criptico ma i riferimento al libro e alla sua interpretazione ci sono e da bravo lettore li ho molto apprezzati.

Riguardo la canzone, mi è sempre piaciuto un sacco il contrasto tra la prima e la seconda strofa causato dal verso bring this savage back home: secondo me rende bene l’idea dello stacco tra il mondo nuovo e il mondo del “selvaggio” John. Altrettanto bella la strofa finale, musicalmente tranquilla dopo quasi cinque minuti, immagine perfetta per l’epilogo del romanzo.

L’unica cosa che proprio non mi piace invece è il ritornello. Non tanto per la sua banalità (ché se ci si pensa un attimo, sotto sotto tanto banale non lo è) ma per il fatto di essere ripetuto un po’ troppo spesso (ripetere OTTO volte di fila A brave new world, in a brave new world… questo sì che lo rende banale!)

Ecco, ritornello a parte è una gran bella canzone, godetevela live al Rock In Rio!



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