Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "A casa del diavolo", Evgenij Zamjatin

02/02/2015 23:15  0 commenti  Alessandro

A casa del diavolo è un romanzo breve di Evgenij Zamjatin (Евгений Замятин), autore russo che ho conosciuto per caso grazie a Noi, romanzo distopico padre di 1984 e Il mondo nuovo.

La vicenda è ambientata in una guarnigione russa di stanza all’estremo confine orientale del paese, sulle rive dell’oceano Pacifico. Un posto lontano da tutto ma soprattutto dimenticato da tutti. A casa del diavolo, appunto, dove noia e malinconia sono la quotidianità.

Appena delineati sono i personaggi, quasi delle caricature di loro stessi. Di loro sappiamo molto poco: qualche dettaglio fisico, qualche vizio e poco altro (il generale e la cucina, la moglie del capitano e i suoi nove figli, ecc.) Complice il frequente saltare da una situazione all’altra aleggia una certa confusione e un po’ di straniamento nel lettore. Avete presente la sensazione che si prova quando si entra in un luogo molto caotico e, non sapendo bene dove andare, ci si lascia trascinare dal flusso della gente? Ecco, una cosa simile! Da questo punto di vista ho trovato il racconto molto appassionante.

È un racconto crudo. Noia e malinconia spingono i soldati a portare alla luce i loro peggiori istinti, alimentati dagli anni di isolamento: dal generale che usa il suo grado per costringere la moglie di un suo subalterno ad andare a letto con lui ai soldati che per divertimento uccidono i civili per la strada: ecco l’uomo che ritorna bestia (se mai dalle bestie si è distinto).

Il cerchio infinito di parole insensate, come la loro vita, li aveva stregati; alzata la testa, ulularono e ulularono. Si rattristarono, si ricordarono di qualcosa. Di cosa?

Noi siamo testimoni impotenti di questi orrori: vediamo tutto, ma cosa possiamo fare? In ogni caso, nessuno farebbe nulla: si tratta di comportamenti entrati ormai nella quotidianità del luogo e pertanto largamente accettati. L’unico che pare estraneo a tutto ciò è Andrej Ivanyč, l’ultimo arrivato a casa del diavolo. Ma ben presto anche lui si abbandonerà alla vita nella guarnigione…

“Così, così! ma che bravo il nostro Andrej Ivanyč!” si mise a gridare Nečesa con ammirazione. “Lo dicevo, caro mio, bevi, lo dicevo: È proprio uno di noi!”

È stata una piacevole scoperta, Zamjatin è decisamente un autore da approfondire. Non è facile da reperire in libreria ma se lo trovate non fatevelo sfuggire!



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