Di questo libro e degli altri Alessandro Cocco

Recensione "Io sono leggenda", Richard Matheson

08/02/2015 11:20  0 commenti  Alessandro

Io sono leggenda è un romanzo post-apocalittico scritto da Richard Matheson nel 1954. Se pensate che abbia qualcosa a che fare con l’omonimo film di qualche anno fa no, non c’entra nulla. È vero che ufficialmente il film è stato tratto dal libro ma a parte il titolo (usato a sproposito) non hanno nulla in comune e si tratta solo della classica americanata senza senso. Chiusa parentesi polemica.

È il 1976 e Robert Neville è l’ultimo uomo sulla Terra, unico sopravvissuto a una misteriosa epidemia che ha trasformato l’intera popolazione in “vampiri”. Dopo il tramonto è costretto a barricarsi in casa, assediato da un’orda di creature avide del suo sangue ma al sorgere del sole i ruoli si invertono ed è lui a trasformarsi in un crudele cacciatore. Questo alternarsi giorno/notte, bene/male, cacciatore/preda è un po’ il fulcro di tutto il romanzo e ci accompagnerà per tutta la lettura fino al meraviglioso finale.

I vampiri di Matheson non sono i classici vampiri “alla Dracula”: qui il canone Stokeriano viene stravolto e purificato da quegli elementi legati a occulto e paranormale preferendogli un approccio più scientifico. Il vampirismo “alla Matheson” quindi non è la conseguenza di qualche patto demoniaco ma una malattia del sangue i cui effetti sono simili a quelli delle creature del folklore europeo. Anche per quanto riguarda le contromisure classiche (aglio, paletto di frassino, specchi, ecc) c’è una spiegazione scientifica verosimile. Non c’è spazio per la fede. Anzi, proprio i religiosi più fanatici con le loro sciocche superstizioni hanno contribuito all’isteria di massa che poi ha portato l’umanità a una fine prematura.

La lettura è appassionante: una volta iniziato è difficile staccarsene. Già dalle prime pagine si viene colpiti da una profonda angoscia: la sensazione che si prova al pensiero di essere soli in un mondo ostile è terribile e spesso la voglia di farla finita si insinua prepotentemente nella nostra mente.

Il finale, meraviglioso nella sua amarezza, ci porta a riflettere sul significato di bene e male, concetti estremamente dinamici e soggetti a continui mutamenti. L’umanità è ormai morta e una nuova società sta nascendo dalle sue ceneri: una nuova etica sta prendendo vita, calpestando tutto ciò che è anche solo un ricordo del passato. Siamo sicuri che questo sia necessariamente un male?



Commenti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge num. 62 del 7.03.2001.

I testi citati e le immagini pubblicate su questo blog sono copyright delle case editrici, degli autori e delle agenzie che ne detengono i diritti. La loro pubblicazione totale o parziale non intende violare alcun copyright e non avviene a scopo di lucro.

Di questo libro e degli altri è un blog e, come tale, i contenuti devono intendersi unicamente come opinioni personali.

comments powered by Disqus